FAQ - Domande generali

11. Quando un Certificato è detto Quanto?

Un Certificato avente come sottostante un’attività la cui divisa di denominazione sia diversa dall’Euro può essere un Certificato Quanto nel caso in cui l’emittente stabilisca, per convenzione, che il sottostante sia espresso in Euro, applicando il tasso di cambio 1 unità di divisa estera = 1 EUR.

Ad esempio, l’indice americano S&P 500 è valorizzato in USD ma se viene utilizzato come sottostante di un Certificato Quanto il suo valore è espresso convenzionalmente in EUR. Quindi, se l’indice vale 826 punti si intende che siano 826 punti indice in EUR e non in USD.

I Certificati Quanto consentono dunque di investire su sottostanti la cui divisa di denominazione naturale sia diversa dall’Euro, proteggendo l’investitore dal rischio di movimenti sfavorevoli del tasso di cambio tra quella divisa e l’Euro.

12. Qual è la differenza tra i Certificati e gli ETF?

Sia i Certificati sia gli Exchange Traded Funds (ETF) sono strumenti che permettono di realizzare un investimento legato ad un’attività finanziaria o reale, il cosiddetto sottostante, ma differiscono per diversi aspetti.

– A differenza degli ETF, i Certificati non distribuiscono i dividendi;
– mentre gli ETF hanno un patrimonio separato da quello dell’emittente, caratteristica che rappresenta una garanzia in caso di fallimento dell’emittente, i Certificati sono soggetti al rischio di default dell’emittente;
– a differenza degli ETF, che non prevedono una scadenza, i Certificati generalmente hanno una scadenza che una volta raggiunta determina l’esercizio automatico da parte dell’emittente ed il pagamento dell’importo di liquidazione;
– a differenza degli ETF, i Certificati non sono soggetti a costi di gestione;
– i Certificati, a qualunque tipologia appartengano, sono tassati al 26%, mentre gli ETF sono soggetti ad una tassazione differente a seconda della loro natura: ad esempio, i fondi cosiddetti “armonizzati”, ossia conformi alle direttive europee, sono soggetti ad un’aliquota del 26% mentre i fondi “non armonizzati” sono tassati con aliquota differente.

Per sapere che cosa sono i Certificati e gli ETF, leggi le risposte alle domande 2 e 13. Per capire come l’emittente di Certificati utilizza i dividendi, vai alla domanda 21. Per approfondire la tassazione relativa ai Certificati, fai riferimento alle risposte alle domande 26 e 27. Infine, le conseguenze del rischio default dell’emittente sono trattate alla domanda 10.

13. Che cosa sono gli ETF?

L’Exchange Traded Fund è un fondo comune d’investimento, oppure una Sicav, con tre caratteristiche principali:

– è negoziato in Borsa come un titolo azionario;
– e contraddistinto da una gestione passiva;
– replica l’indice al quale si riferisce, in altre parole replica il benchmark.
Di conseguenza, un ETF riassume in sé la diversificazione propria dei fondi e la flessibilità e trasparenza informativa della negoziazione in tempo reale delle azioni.
La gestione passiva, tesa a replicare esattamente l’indice benchmark, contiene i costi in termini di commissioni di gestione a carico dell’investitore. Le commissioni annue sono applicate proporzionalmente al periodo di detenzione degli ETF e i prezzi di acquisto e di vendita sul mercato sono al netto di tali commissioni.
Gli ETF, che non hanno scadenza, si prestano sia per strategie d’investimento di medio-lungo termine, sia per il trading di breve periodo anche intraday, sia per la vendita allo scoperto al fine di prendere una posizione ribassista sul benchmark.

Per sapere in che cosa si differenziano i Certificati e gli ETF, leggi la risposta alla domanda 12.

14. Cos’è il mercato SeDeX?

SeDeX (Securities Derivative Exchange) è il mercato regolamentato telematico di Borsa Italiana dedicato alla negoziazione dei securitised derivatives: sia strumenti caratterizzati dalla presenza del cosiddetto effetto leva (covered warrant e leverage certificates), sia strumenti finanziari senza effetto leva che rispondono a logiche d’investimento di medio-lungo termine (certificates della categoria investment).

Il mercato SedeX è articolato in quattro segmenti:
– covered warrant plain vanilla: strumenti che consistono in un’opzione cartolarizzata di tipo call o put;
– covered warrant strutturati/esotici: strumenti che consistono in una combinazione di opzioni call e/o put, e/o che incorporano opzioni esotiche;
– leverage certificates: strumenti che replicano, con effetto leva, l’andamento dell’attività sottostante;
– investment certificates: strumenti che semplicemente replicano, senza effetto leva, l’andamento dell’attività sottostante, oppure che incorporano una o più opzioni plain vanilla od esotiche, sempre essendo privi di effetto leva.
Il mercato SeDeX è organizzato in un’unica fase di negoziazione continua con la presenza di operatori specialisti, i market maker, che garantiscono la liquidità e continuità dei prezzi dalle 9.05 alle 17.30.

Per sapere che cosa sono gli strumenti derivati cartolarizzati, leggi la risposta alla domanda 4. Per capire invece che cosa significa essere market maker, fai riferimento alle risposte alle domande 15 e 19.

15. Gli Aletti Certificate sono strumenti d’investimento liquidabili in modo agevole?

Sì. La liquidabilità dell’investimento nei Certificati è garantita dalla quotazione sul mercato SeDeX di Borsa Italiana dove Banca Aletti è market maker, ossia dove ha l’obbligo di esporre in modo continuativo prezzi in acquisto (denaro o bid) e in vendita (lettera o ask) per quantitativi minimi detti lotti.

Per garantire la liquidità al mercato, infatti, Borsa Italiana prevede su SeDeX l’impegno da parte del market maker a esporre in via continuativa su tutte le proprie serie quotate, proposte in acquisto e in vendita che non si discostino tra loro in misura superiore al differenziale massimo (obbligo di spread) e per un quantitativo minimo (obbligo di quantità).
Ogni volta che una proposta di Banca Aletti, in denaro o in lettera, incrocia una proposta di segno opposto sul mercato, avviene la negoziazione, la proposta del market maker scompare dal book per la quantità negoziata e riappare dopo un tempo tecnico di ripristino per il quale è previsto un tetto; il tetto è fissato da Borsa Italiana e Banca Aletti è tenuta a rispettarlo per non incorrere nelle sanzioni previste dalle norme di Borsa che regolamentano l’attività di market making, che sono contenute nelle Istruzioni al Regolamento del mercato SeDeX di Borsa Italiana.

Per sapere qual è la differenza tra emittente e market maker, leggi la risposta alla domanda 20.

17. L’investitore deve mantenere il Certificato fino alla scadenza?

No, non è obbligatorio mantenere il Certificato fino alla sua scadenza. Un Certificato quotato sul mercato SeDeX di Borsa Italiana può essere venduto in ogni giorno di mercato aperto, dalle ore 9:05 alle ore 17:30. L’ordine di vendita può essere trasmesso al mercato attraverso la banca, la SIM o il provider di trading online dove si ha il deposito titoli contenente il Certificato, avendo cura di verificare con l’operatore allo sportello o sulla piattaforma di trading il prezzo di mercato. Invece, un Certificato che non sia quotato in Borsa può essere venduto esclusivamente rivolgendosi alla banca o alla SIM dove si ha il deposito titoli contenente il Certificato.

18. Dove posso informarmi sul prezzo degli Aletti Certificate quotati in Borsa?

Puoi conoscere il prezzo del market maker Aletti, pubblicato con un ritardo di 30 secondi:

– visitando la sezione “Prodotti e Prezzi” del sito
– chiamando il Numero Verde gratuito 800.215.328. Il risponditore automatico fornisce il prezzo attraverso l’utilizzo del codice di 6 cifre di ogni Certificato, pubblicato nella sezione Prodotti e Prezzi del sito. Il codice può anche essere richiesto agli operatori del call center, disponibili dal lunedì al venerdì dalle 8.00 alle 22.00 e il sabato dalle 9.00 alle 13.00.
Il prezzo di Borsa, che può coincidere con quello del market maker oppure essere il prezzo immesso sul mercato da chiunque voglia negoziare il Certificato, è pubblicato sulle pagine Reuters <ALETTICERT>.
19. Qual è la quantità minima di Certificati negoziabile?

Per i Certificati Bonus, Borsa Protetta, Borsa Protetta Alpha, Butterfly, Planar, Step e Up&Up l’investimento minimo è di 1 Certificato mentre per i Benchmark e i Turbo e gli Short Certificate la quantità minima scambiabile in Borsa è di 100 Certificati. Infine, i Covered Warrant put prevedono un taglio minimo di 1.000 Covered Warrant ossia un investimento minimo del valore nominale di 1.000 Euro.

20. Qual è la differenza tra l’emittente e il market maker?

L’emittente è la società che ha emesso il Certificato e come tale è il soggetto verso il quale l’investitore vanta un credito corrispondente all’importo di rimborso alla data di scadenza del Certificato. Con il termine market maker si indica invece l’intermediario finanziario che assume l’impegno di esporre in modo continuativo prezzi in acquisto e in vendita sul mercato di quotazione dei Certificati, secondo le modalità stabilite dal mercato stesso. Banca Aletti riveste contemporaneamente sia il ruolo di emittente degli Aletti Certificate sia quello di market maker che garantisce l’esistenza di un mercato di Borsa liquido per tutti gli strumenti.

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