FAQ - Domande generali

21. L’investimento in Certificati su indici azionari prevede il pagamento di dividendi?

Per la tipologia Benchmark, l’investimento in Certificati su indici azionari non prevede il pagamento di dividendi in quanto il valore attuale dei dividendi viene riconosciuto implicitamente all’investitore al momento dell’acquisto del Benchmark. Il prezzo a cui viene negoziato il Certificato è infatti inferiore al livello dell’indice azionario sottostante.

Per tutte le altre tipologie di Certificati, l’Emittente utilizza i flussi dei dividendi relativi all’attività sottostante per finanziare la struttura del Certificato.
24. Come faccio a sapere se la barriera di un Certificato è ancora attiva oppure se è stata raggiunta dal sottostante?

Per ogni Certificato caratterizzato dalla presenza di una barriera, nella sezione Prezzi è indicato un segnale che consente di conoscere a colpo d’occhio se la barriera è attiva oppure se il sottostante l’ha infranta. Si tratta di un indicatore simile ad un semaforo, interpretabile in questo modo: la luce verde indica che tutte le barriere sono attive, la luce arancione indica che una barriera è stata raggiunta ed una è ancora attiva, la luce rossa indica che tutte le barriere sono state raggiunte. Inoltre, all’interno della sezione “Prodotti e Prezzi” > “Eventi Barriera” della categoria alla quale appartiene il Certificato sono indicati tutti i dettagli, quali la data di raggiungimento della barriera ed il valore del sottostante che ha determinato l’evento.

25. Dove posso trovare la documentazione legale dei Certificati?

Tutti i Prospetti Informativi degli Aletti Certificate sono consultabili o scaricabili all’interno dell'”Area Download” del sito. Le Condizioni Definitive delle Offerte e gli Avvisi Integrativi sono pubblicati nella sezione “Notizie” > “Ultimi Collocamenti” mentre le Condizioni Definitive delle Quotazioni si trovano nella sezione “Prodotti e Prezzi” > “Documenti” relativa a ciascuna categoria di Certificato.

26. A quale tassazione sono soggetti i Certificati?

Il reddito generato dai Certificati, proventi maturati a scadenza e plusvalenze derivanti dalla loro vendita, appartiene alla famiglia dei cosiddetti “redditi diversi di natura finanziaria” ed è soggetto ad un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 26%. Le minusvalenze e le plusvalenze del tipo “redditi diversi”, se assoggettate allo stesso regime impositivo (dichiarativo, amministrato, gestito) possono essere compensate.

REGIME DICHIARATIVO.

Se si realizzano le minus/plusvalenze in regime dichiarativo, si applica l’imposta sostitutiva del 26% alle plusvalenze al netto delle minusvalenze dei redditi diversi realizzate nel corso dell’anno fiscale, in sede di dichiarazione dei redditi.

REGIME AMMINISTRATO.

Se si opta per il regime del risparmio amministrato, il sostituto d’imposta applica l’imposta sostitutiva compensando le plusvalenze con le minusvalenze, ad una condizione: che le minusvalenze siano state realizzate con data valuta pari o antecedente alla data valuta di realizzazione delle plusvalenze.
Sia in caso di regime dichiarativo sia in caso di regime amministrato, le minusvalenze eccedenti possono essere utilizzate fino al termine del quarto anno successivo a quello in cui sono state realizzate.

Per sapere con quali minusvalenze e plusvalenze possono essere compensate le plusvalenze e le minusvalenze realizzate sui Certificati, leggi la risposta alla domanda 27.

27. Come e quando vengono tassate eventuali Cedole? (per i Cash Collect, Coupon Premium e Target Cedola) corrisposte durante la vita del Certificato?

I redditi generati durante la vita dei Certificati (Cedole) appartengono alla famiglia dei cosiddetti “redditi diversi di natura finanziaria” e sono soggetti ad un’imposta sostitutiva con aliquota pari al 26%. Le minusvalenze e le plusvalenze del tipo “redditi diversi”, se assoggettate allo stesso regime impositivo (dichiarativo, amministrato, gestito) possono essere compensate.

La tassazione o l’eventuale compensazione avviene però solo nel momento in cui tali redditi possono essere considerati definitivi. Nel caso di Certificati a capitale garantito tali redditi sono quindi tassabili immediatamente, nell’anno in cui vengono incassati; nel caso di Certificati a capitale protetto tali redditi sono tassabili immediatamente solo nella misura in cui eccedono la massima perdita potenziale realizzabile. Nel caso, invece, di Certificati a capitale non protetto la gestione fiscale di eventuali redditi generati durante la vita del Certificato viene rinviata alla scadenza o al momento della vendita anticipata.

Per approfondire la tassazione relativa ai Certificati, fai riferimento alla risposta alla domanda 26.

28. Le plusvalenze e le minusvalenze realizzate sui Certificati con quali minusvalenze e plusvalenze possono essere compensate?

Le plusvalenze e le minusvalenze realizzate su Certificati, soggetti alla tassazione sul capital gain nella misura del 26%, possono essere compensate con:

– le minusvalenze e le plusvalenze realizzate su titoli azionari;
– le minusvalenze e le plusvalenze realizzate su titoli obbligazionari (differenza tra prezzo di vendita e prezzo di acquisto, al netto del rateo della cedola e del disaggio);
– le minusvalenze realizzate su fondi comuni italiani ed esteri.

Le minusvalenze dei certificate non possono essere compensate con i proventi positivi da distribuzione, riscatto, rimborso o negoziazione dei fondi comuni di investimento perché detti proventi non appartengono alla categoria dei redditi diversi (capital gain) bensì a quella dei redditi di capitale ed è vietata la compensazione tra categorie di redditi diversi. Relativamente ai fondi immobiliari si precisa che il risultato positivo realizzato in caso di negoziazione è da considerarsi reddito diverso (plusvalenza) ed è quindi compensabile con minus derivanti dai Certificati.

Per approfondire la tassazione relativa ai Certificati, fai riferimento alla risposta alla domanda 26.

Trova lo strumento
Banca Akros